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I Farmaci equivalenti

Esistono alcuni farmaci che sono definiti "equivalenti" di altri, ossia contengono lo stesso principio attivo. Per capire l'origine di tali medicinali è sufficiente comprendere che ogni farmaco, nel momento della immissione in commercio, ha una tutela brevettale che permette all'azienda produttrice di disporre per un periodo di tempo di un monopolio alla vendita di tale farmaco. La normativa internazionale, infatti, riconosce all'azienda farmaceutica le spese sostenute per la ricerca scientifica consentendogli, per un arco di tempo corrispondente a circa 20 anni, di commercializzare in esclusiva il nuovo farmaco.

Una volta scaduto il brevetto e il periodo di utilizzo di esclusiva il principio attivo può essere utilizzato da altre aziende che potranno produrre e commercializzare farmaci equivalenti a quello di origine.

Un farmaco è equivalente di un altro quando sono uguali:

  • il principio attivo (identità chimica)
  • la quantità (dosaggio)
  • la forma farmaceutica (compresse, capsule, etc.)
  • la via di somministrazione (locale, orale, intramuscolo, etc.)

I farmaci equivalenti differiscono tra di loro solo per:

  • quantità e qualità degli eccipienti impiegati;
  • tecnologia di produzione

Possono presentare, dunque, solo una differente biodisponibilità ossia una differente quantità e velocità di assorbimento del farmaco.

I farmaci equivalenti, inoltre:

  • hanno un costo minore in quanto il prezzo di remunerazione è scontato delle spese di ricerca;
  • riportano come nome il principio attivo accompagnato da quello dell'azienda farmaceutica;
  • sono gratuiti (fatto salvo il pagamento del ticket se previsto) fino a una cifra pari al prezzo più basso tra i medicinali presenti nel ciclo distributivo regionale: nel caso il medico vieti la sostituzione con un farmaco equivalente, o lo stesso paziente non la accetti, quest'ultimo dovrà pagare la differenza.

Come faccio a conoscere e richiedere l'acquisto di un farmaco equivalente in luogo di uno di "marca"?

La legislazione italiana prevede che, qualora il medico non abbia scritto sulla ricetta la dicitura "non sostituibile" il farmacista può proporre al cittadino i farmaci equivalenti al farmaco riportato nella ricetta con costo più basso.

Il cittadino ha, comunque, facoltà di richiedere il farmaco originale indicato nella ricetta: in questo caso, tuttavia, dovrà pagare la differenza di costo rispetto al farmaco equivalente.

Per conoscere la lista dei farmaci equivalenti rispetto a un principio attivo e la quota di rimborso che lo Stato riconosce per il farmaco è possibile consultare la "lista di trasparenza" (www.agenziafarmaco.it) che l'Aifa aggiorna periodicamente.



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