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Dalla A alla C: classi e costi dei medicinali

Nell'ambito dell'assistenza farmaceutica, per identificare se il costo del medicinale è a carico dello Stato o del cittadino, è stabilita la seguente classificazione (decreto legislativo 539/1992 e successive modificazioni):

  • classe "A": comprende i farmaci essenziali e per le malattie croniche il cui costo è a carico dello Stato. I medicinali che rientrano in questa fascia sono dunque gratuiti anche se, a seconda delle normative regionali, può essere previsto un ticket di compartecipazione alla spesa a carico del cittadino.
  • classe "C": tutti gli altri farmaci non appartenenti alla fascia "A". La spesa per i farmaci di fascia C è a totale carico del cittadino. In pratica, per criterio residuale, in questa fascia vengono inseriti i farmaci che curano patologie di lieve entità o, comunque, non considerati essenziali o salvavita.
  • in seguito, dalla classe "C", è stata creata la classe "C-bis" nella quale sono stati inseriti i farmaci di automedicazione anch'essi a totale carico del cittadino.
  • esiste, per completezza di esposizione, anche una fascia "H" che comprende i farmaci che, per caratteristiche farmacologiche, per modalità di somministrazione, per innovatività o per altri motivi di salute pubblica sono dispensabili negli ospedali (o per conto di questi nelle farmacie) o somministrabili negli ambulatori specialistici.

La classe "B", a parziale carico dello Stato (50%), è stata abolita nel 2000.

È l'Aifa (l'Agenzia italiana del Farmaco), sulla base della letteratura scientifica più accreditata che valuta il rapporto beneficio-rischio del farmaco e procede periodicamente a inserire o modificare la presenza di un farmaco nelle fasce sopra descritte.


Il ticket

Il ticket di compartecipazione alla spesa farmaceutica ha lo scopo di contenere i consumi: è dimostrato che la mancanza di un prezzo comportano atteggiamenti opportunistici degli individui che non coincidono con quelli della collettività.

La normativa nazionale, dopo che la legge finanziaria per l'anno 2001 ha abolito ogni forme di compartecipazione alla spesa sanitaria per i medicinali di fascia A, demanda alle Regioni la possibilità di prevedere, introducendo il ticket, una totale o parziale esclusione dalla rimborsabilità del medicinale di fascia A tenuto conto dell'andamento della spesa farmaceutica locale.


Possibili eccezioni nella rimborsabilità: Le note Aifa

Allo scopo di garantire una maggiore appropriatezza d'uso di alcuni farmaci, l'Agenzia Italiana del Farmaco stila periodicamente delle note con le quali, sulla base delle informazioni scientifiche internazionali conosciute al momento, colloca le spese di un determinato farmaco a carico o meno del Servizio sanitario nazionale a seconda della patologia che deve contrastare. In particolare, capita a volte che:

  • un farmaco può essere autorizzato per diverse applicazioni terapeutiche ma solo alcune di queste possono essere considerate patologie rilevanti;
  • un farmaco può prevenire un rischio solo per uno o più gruppi di popolazione;
  • vi sia un'uso inappropriato di determinati farmaci.

In questi casi, dunque, il costo del farmaco, pur essendo collocato in fascia A, è a carico dello Stato solo se il medico lo prescriverà per determinati impieghi terapeutici e, viceversa, sarà sostenuto dal cittadino se impiegato per terapie non contenute nelle note Aifa.

Tali note devono essere osservate dal medico che, all'atto della compilazione della ricetta, indicherà diagnosi e classe di appartenenza del medicinale ai fini della rimborsabilità.

Le note Aifa, pertanto, rappresentano uno strumento regolatorio per aggiornare la lista dei medicinali a carico dello Stato e sono utilizzate anche per certificare la presenza o meno di un vantaggio terapeutico, rispetto alle cure esistenti, dei nuovi medicinali registrati nel territorio nazionale.



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